Cinque Comuni valdostani hanno detto “sì” a 17 beni confiscati al crimine organizzato

Undici garage, quattro alloggi, un monolocale con cantina e un terreno agricolo. Sono i beni, situati in Valle d’Aosta, che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata si appresta ad assegnare, affinché rivivano nella legalità, a cinque comuni della regione: Aosta, Charvensod, Courmayeur, Quart e Valtournenche. Ieri, mercoledì 17 novembre, nell’ambito di un calendario definito a livello nazionale dall’Ansbc, si è tenuta la conferenza dei servizi in cui l’Agenzia ha acquisito le manifestazioni di interesse degli enti locali ad accettare il trasferimento degli immobili.

I garage, depositi per le associazioni

Nel contempo, i Sindaci intervenuti hanno dichiarato (in ottemperanza alle disposizioni della normativa antimafia) per quali finalità si propongono di riutilizzare i beni. Per la maggior parte dei box (uno a Charvensod, due a Courmayeur in strada Belvedere, due ad Aosta in via Kaolack, due a Rovarey di Quart e tre a Leviel di Valtournenche) la destinazione prevalente è legata, com’è ovvio, alla natura del bene. “Trattandosi di un garage – spiega il primo cittadino di Charvensod, Ronny Borbey – non si può pensare di farne molto più che affidarlo alle associazioni locali, come deposito per i loro materiali o mezzi”.

I colleghi si collocano sulla stessa lunghezza d’onda (il solco, peraltro, è tracciato dalla legge, che impone, per l’affidamento al Comune, un riuso di natura istituzionale o sociale), con in più l’ipotesi  – prevista, ad esempio, da Aosta nella deliberazione adottata in vista dell’appuntamento di ieri – di adibirli eventualmente a magazzini comunali, “ma in estrema ratio”, commenta il sindaco Gianni Nuti, perché “l’auspicio è di percorrere il cammino dell’associazionismo del terzo settore”. Più ampio è, invece, il ragionamento sugli alloggi. Courmayeur, dove sorgono un alloggio e un monolocale in via del Villair, ha dichiarato, attraverso il sindaco Roberto Rota, l’uso “in favore delle associazioni del territorio e/o di situazioni sociali di rilievo”.

Gli alloggi, dal “primo volo” alla “tata familiare”

Per parte sua, Valtournenche ha stabilito di voler destinare l’appartamento oggetto della procedura all’“ospitalità di nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico”. Più definite ancora le intenzioni di Quart, che si prefigge di insediare, come ha spiegato il sindaco Fabrizio Bertholin, in un alloggio (con box) in località Champeille, un progetto “’primo volo’, un servizio residenziale che accoglie giovani adulti tra i 18 e i 21 anni”, obbligati quindi a lasciare la comunità per minori, “al fine di accompagnarli e sostenerli nella definizione ed attuazione del proprio progetto di vita, attraverso un percorso di progressiva autonomia personale”.

Lo stesso ente, per un alloggio in località Rovarey, sta valutando “la possibilità di utilizzarlo per la realizzazione di un servizio di tata familiare”. Le dimensioni dell’unità la rendono idonea ad accogliere un massimo di 3-4 bambini e la collocazione, al Villair di Quart, permetterebbe “la fruizione dei servizi presenti in zona e la socializzazione dei fruitori” con gli abitanti del luogo, anche attraverso iniziative specifiche. La “panoramica” sui beni confiscati si chiude con il terreno a Torrent de Maillod, che il Comune di Quart desidera affidare “ad associazioni che realizzano attività lavorative in campo agricolo per ragazzi con disabilità”.

I beni della confisca Nirta

Eccezion fatta per i beni a Valtournenche e Courmayeur (derivanti da misure di prevenzione del Tribunale di Milano), il resto degli immobili della partita è legato alla confisca, avviata nel 2013 con il sequestro, nei confronti di Giuseppe Nirta, il 68enne di San Luca (Reggio Calabria) stabilitosi in Valle da tempo, che era stato arrestato nel 2009 dai Carabinieri per narcotraffico internazionale (e che, a novembre dell’anno scorso, ha patteggiato 5 anni di reclusione per il coinvolgimento nell’operazione antidroga “Feudora” della Guardia di finanza).

Prossimo passo, le assegnazioni

L’iter della procedura prevede ora che l’Agenzia assegni formalmente i beni ai Comuni, che li prenderanno in carico e ne disporranno, muovendo i passi necessari alla concretizzazione dei propositi manifestati ieri (anche definendo i criteri di individuazione delle associazioni da coinvolgere). In Valle d’Aosta, sinora, un solo bene frutto di confisca alla mafia è “rinato”. Si tratta di un fabbricato con terreno a Verval di Challand-Saint-Victor. Ceduto al Comune a fine 2017, a gennaio 2020 è divenuto ufficialmente “Maison du Tsan”, per le quattro squadre del paese.

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