Mafia, quella consapevolezza auspicata (ma non dimostrata) 

Poche note, a margine del secondo seminario sulla prevenzione delle infiltrazioni mafiose, tenutosi ieri, venerdì 22 ottobre, a Palazzo regionale. La cronaca è nel pezzo uscito oggi su Aostasera, e il video può essere rivisto sul sito del Consiglio Valle, ma il punto di queste righe è, come sempre, un altro.

Parlando ad Aosta, il professor Rocco Sciarrone dell’Università degli Studi di Torino ha richiamato l’attenzione, specie ai fini preventivi, sull’“area grigia” in cui legalità (politica, imprenditoria, economia…) ed illegalità (mafie) si abbracciano per interesse, al fine di “spartirsi la torta”.

Difficile non ricordare che la sentenza del processo Geenna sulla ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, giunto al grado d’Appello, ci dice essersi verificato qualcosa del genere anche nella nostra regione (seppur la “nebulosa” apparisse ad uno stadio iniziale…).

Difficile non cogliere il monito del docente per cui, anche se vi è intervento giudiziario (e nel nostro caso c’è stato), “non vuol dire che l”area grigia’ viene smantellata”, perché “può sopravvivere ai mafiosi”.

Difficile non trovare, alla luce di quelle parole, stridente ed allarmante l’affluenza al seminario nuovamente scarsa, con l’assenza evidente non solo degli amministratori comunali, ma anche (tanto più che il tema era “Il fenomeno del riciclaggio e dell’usura” e anche l’altra relazione, dell’esperto Mario Turla, ha offerto molti spunti) degli ordini professionali, dell’associazionismo di categoria, dei consumatori, del pianeta creditizio e sindacale.

Difficile, infine, non restare fortemente perplessi dinanzi alla presenza in platea di un Consigliere regionale in carica, indagato dalla Dda di Torino per scambio elettorale politico-mafioso nell’inchiesta Egomnia, chiusa lo scorso marzo e di cui sono attesi gli sviluppi procedurali.

Occorre essere chiari: nulla di personale (e la presunzione d’innocenza e la dimensione della rappresentanza istituzionale non sono minimamente messe in discussione da chi scrive), ma l’opportunità delle scelte, anche per i suoi riflessi sull’immagine del Consiglio Valle (promotore dell’appuntamento con la Presidenza della Regione e la rete di enti “Avviso Pubblico”), non può più essere valore dal quale derogare per chi fa attività politica.

Difficile infondere consapevolezza nella comunità, attraverso iniziative del genere, se non la si manifesta per primi.

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