Maltrattamenti ed abbandono di asini e pony, maxi multa ad allevatore

19.300 euro di multa. E’ la pena comminata negli scorsi giorni dal Gip del Tribunale Davide Paladino – attraverso l’emissione di due decreti penali di condanna – all’allevatore lombardo 52enne ritenuto colpevole di aver abbandonato e maltrattato un centinaio di asini e pony ritrovanti vaganti dal Corpo forestale nella “Coumba Freida” all’inizio dell’ottobre 2020 (nella foto), nonché di aver violato la normativa ambientale lasciando sul suolo del pascolo le carcasse di quattro equini morti.

L’inchiesta

Dalle indagini era emerso che l’uomo – quale affittuario di alcuni pascoli dall’amministrazione comunale di Etroubles – aveva effettuato la monticazione in ritardo sulla stagione pastorale (a metà settembre). Gli animali, di proprietà di società agricole riconducibili all’imputato, poco dopo avevano iniziato a disperdersi, abbandonando, anche a causa della riscontrata scarsa vigilanza del personale indicato dall’allevatore per la conduzione, l’area in cui erano supposti pascolare.

L’abbandono e i maltrattamenti

I forestali erano riusciti a raggrupparli (le segnalazioni di animali sparsi erano giunte da Allein a Doues) e porli sotto sequestro (anche se, con più istanze, l’indagato aveva ottenuto la revoca di quei provvedimenti). Con un decreto viene inflitta una multa da 18mila euro. E’ relativa all’aver cagionato a circa 60 equini lesioni” come “dermatite, scolo nasale e oculare, polmonite, rogna, cachessia, lesioni cutanee da morsi e congiuntivite”, frutto dell’averli lasciati “gravitare in assenza di una idonea custodia e in modo promiscuo e senza precauzioni o forme di isolamento”.

Inoltre, lo stesso atto è relativo all’aver detenuto gli animali “in condizioni di estrema magrezza o di zoppia e in un luogo caratterizzato da condizioni climatiche proibitive (temperature rigide, terreni gelati o innevati e erba secca)”, nonché dalla “presenza di zone impervie tali da renderne difficoltoso il pascolo e la deambulazione”. L’imputazione era inoltre relativa ad aver esposto gli equini “a privazione di cibo, considerato che nei terreni dove gravitavano (senza un’adeguata custodia) l’erba era secca e non edibile”. Buona parte dei capi si trovano ancora in varie località italiane, presso gli affidatai individuati dall’associazione cui erano stati affidati inizialmente in custodia.

Le carcasse non smaltite

L’altro decreto di condanna, che dispone una ammenda da 1.300 euro, è riferito all’“abbandonare, o far abbandonare, sul suolo le carcasse di quattro equini morti e nell’omettere di procedere al loro smaltimento”, così effettuando “attività di produzione, trasporto o smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi”. Ad entrambi i provvedimenti – chiesti dal pm titolare del fascicolo Francesco Pizzato lo scorso gennaio, a conclusione degli accertamenti dei forestali – l’imputato può presentare opposizione. In quel caso, verrà convocata un’udienza per discutere le contestazioni.

L’altro processo in corso

Continua intanto in Tribunale (un’udienza si è tenuta la scorsa settimana) il processo dinanzi al giudice monocratico in cui l’allevatore è imputato di truffa aggravata e induzione al falso, relativamente alla presunta percezione indebita di contributi dall’Unione Europea. Nella tesi d’accusa (rappresentata, in questo caso, dal pm Luca Ceccanti) il reato sarebbe stato commesso con la compilazione non veritiera di dichiarazioni di pascolo, relative sempre alle superfici nel comune di Etroubles.

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