“Confermate le condanne di primo grado per 10 imputati su 11”: la richiesta del pg all’Appello Geenna

Conferma, per dieci delle undici persone a giudizio, delle condanne inflitte dal Gup di Torino in primo grado. E’ la richiesta, avanzata oggi, mercoledì 26 maggio, ai giudici della Corte d’Appello del capoluogo piemontese dalla sostituta procuratrice generale Elena Dalosio nel processo su infiltrazioni di ‘ndrangheta in Valle d’Aosta, nato dall’indagine Geenna della Dda torinese e dei Carabinieri del Reparto operativo. Si tratta del procedimento di secondo grado, apertosi lo scorso 18 maggio, in cui compaiono coloro che avevano scelto, inizialmente, di essere giudicati con il rito abbreviato.

Per il reato di associazione di tipo mafioso, il 17 luglio 2020 il giudice Alessandra Danieli aveva comminato 12 anni e 8 mesi di carcere a Bruno Nirta (considerato il “coordinatore” della “locale” attiva in Valle e processato anche per un traffico internazionale di stupefacenti tra la Calabria e il Piemonte), 9 anni a Marco Fabrizio Di Donato, presunto “capo” del sodalizio (ed accusato anche di scambio elettorale politico-mafioso e di concorso in lesioni), 5 anni e 4 mesi al fratello Roberto Alex Di Donato e 5 anni e 4 mesi anche a Francesco Mammoliti, individuato quale “fiancheggiatore” di Nirta quando saliva in Valle d’Aosta.

Sono tutti ancora detenuti dalla notte del 23 gennaio 2019, quando scattò il blitz dell’Arma. Nello stesso procedimento sono a giudizio anche altri imputati, cui non veniva contestata l’appartenenza alla criminalità organizzata, ma reati emersi durante le investigazioni in Valle. Appello anche per i coinvolti nel filone investigativo sul traffico di stupefacenti, di cui si erano occupati i militari del Ros. Tra loro c’è l’avvocato torinese Carlo Maria Romeo, cui l’accusa ha chiesto 7 anni e 6 mesi di carcere (incrementando la richiesta, rispetto ai 4 anni e 6 mesi della sentenza di primo grado, poiché a suo carico è stata formulata l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa).

L’udienza, iniziata in mattinata con la requisitoria del sostituto procuratore generale, è proseguita nel pomeriggio con la discussione delle parti civili. A costituirsi nel procedimento erano stati la Regione Valle d’Aosta (avvocato Riccardo Jans), i comuni di Saint-Pierre (avvocato Giulio Calosso) ed Aosta (avvocato Gianni Maria Saracco) e l’associazione Libera Valle d’Aosta (avvocato Valentina Sandroni). Il Gup Danieli, nel procedimento iniziale, gli aveva riconosciuto provvisionali per un totale di 45mila euro. Le prossime udienze sono calendarizzate per l’8 e il 17 giugno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...