Anniversario di fondazione della Polizia ad Aosta: una corona per ricordare i caduti

Le restrizioni per il contenimento del Covid-19, limitando la mobilità delle persone sul territorio, hanno modificato anche le abitudini di chi delinque, facendo riscontrare nell’ultimo anno un netto calo di alcuni crimini in Valle. Sono diminuiti i reati contro il patrimonio (vedi i furti), ma è per contro sensibilmente aumentata la delittuosità in campo informatico (con tentativi di truffa, “phishing” e affini) e in materia di stupefacenti.

E’ quanto fa sapere la Questura di Aosta, in occasione del 169° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, sottolineato oggi, sabato 10 aprile, non da una cerimonia pubblica, ma – visto il perdurare della pandemia – dalla deposizione in prima mattinata, al cippo nella sede di corso Battaglione Aosta, di una corona di alloro in memoria dei caduti, cui hanno reso omaggio il questore Ivo Morelli (nella foto) e una rappresentanza del personale dei vari uffici e reparti della regione.

L’attività di controllo del territorio non si è, comunque, mai interrotta – aggiunge la Polizia – determinando un aumento del numero delle persone sottoposte a controllo, anche per accertarne le motivazioni degli spostamenti alla luce delle misure di contenimento. Che l’attenzione, nel periodo, sia concentrata sul pronto intervento e sull’attività d’indagine lo ribadiscono, agli occhi della Questura, i recenti arresti ed operazioni (l’ultima ieri, in fatto di sfruttamento della prostituzione).

L’anniversario della fondazione portava con sé, quest’anno, anche un’altra ricorrenza, vale a dire i quarant’anni della riforma dell’amministrazione della Pubblica sicurezza: risale infatti al 10 aprile 1981 la pubblicazione della legge che “smilitarizzò” il Corpo delle guardie di Pubblica sicurezza, costituendo la Polizia di Stato, come prima forza di polizia civile a competenza generale.

Un significativo passo di ridefinizione ripercorso nel libro “La riforma dell’amministrazione della Pubblica sicurezza”, realizzato dal prefetto Carlo Mosca, recentemente scomparso e cui la Questura di Aosta ha rivolto un pensiero particolare nel sottolineare la ricorrenza di oggi. L’opera si compone di 12 capitoli, con il contributo di autorevoli personalità che sviscerano i temi più significativi della riforma.

In occasione della ricorrenza odierna, il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha poi inviato un messaggio in Questura, a nome del governo regionale, cogliendo l’occasione per “ringraziare le donne e gli uomini della Polizia di Stato per il loro servizio verso la sicurezza dei valdostani e la legalità nella nostra regione. In questa fase così delicata e complessa per tutta la nostra società, le forze dell’ordine hanno dimostrato una disponibilità e uno spirito di collaborazione che sono stati di fondamentale importanza”.

“Tutti – ha scritto il presidente – siamo chiamati ad assolvere i nostri compiti con abnegazione e con impegno, nonostante le stanchezze accumulate in questi mesi: l’attenzione e la preparazione della Polizia sono un esempio di come tutti insieme possiamo fare sistema per proiettare la Valle d’Aosta fuori da questa lunga emergenza”.

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