Azzardopatia, se tanti sono contrari chi ha tentato di modificare la legge regionale?

Qui sotto potete rivedere la tavola rotonda andata in diretta, alle 18.30 di oggi, lunedì 22 marzo, sui canali social di Aostasera.it e di Libera Valle d’Aosta, che ha promosso l’evento. Il tema era “Stop Slot – Il ruolo di leggi e regolamenti per contrastare l’azzardopatia e l’infiltrazione mafiosa del territorio” e, dopo la mia premessa mirata a ricostruire il tentativo (abortito da poco) di allentare i divieti introdotti dalla legge regionale sull’azzardo patologico, sono stati numerosi i contributi dei diversi relatori.

Da chi ha illustrato quanto la legge adottata dal Consiglio Valle nel 2015 abbia inciso sulla riduzione dei volumi del gioco in Valle a chi ha spiegato come le ludopatie siano ormai classificate quale disturbo della sanità mentale, passando attraverso chi ha raccontato le battaglie condotte in altre Regioni (leggi Piemonte) per dotarsi di una normativa in materia (riuscendo a renderla, oltretutto, retroattiva) e arrivando a chi ha evocato le indagini svolte in fatto di Casa da gioco dal magistrato Bruno Caccia, per mettere poi nero su bianco come il voto di scambio sia la dinamica prediletta dal crimine organizzato in fatto di gioco d’azzardo.

Ognuno guardi e, com’è giusto, si formi la sua opinione. Ad oggi, giorno in cui al “no” alla revisione della legge regionale sull’azzardopatia si sono uniti anche 73 dei 74 Sindaci valdostani, non sembra esistere un consenso (sociale e politico) tale da consentire di abbandonare il cammino intrapreso con l’intervento legislativo originario. Però, nonostante questo (e malgrado la vigilanza dei gruppi che hanno avversato da subito la modifica), la sensazione è che il tema non sia destinato ad uscire dall’agenda di piazza Deffeyes.

Gli interessi risvegliati dal gioco sono, per motivi che nel dibattito di oggi si ritrovano con facilità, per loro natura trasversali. Però, a posteriori, almeno a chi scrive, un interrogativo resta: se è noto chi ha posto fine al tentativo di modificare la legge (il presidente della Regione Erik Lavevaz, sottoscrivendo uno specifico emendamento alla “legge omnibus” in cui la riforma era nascosta accuratamente), chi ha invece tentato – visto, oltretutto, il mare di contrarietà tanto ampio – di attuare il “blitz” legislativo che avrebbe reso località Amérique a Quart una piccola “Las Vegas”, oltre a permettere l’apertura di svariate sale in tanti angoli della regione?

La risposta, oltre ad essere interessante in termini politici (anche perché la relazione di accompagnamento della legge non andava oltre la spiegazione tecnica del contenuto dell’articolo “incriminato”, quindi non argomentando la “ratio” della modifica), verosimilmente, permetterebbe di capire, anche, quanto tempo ci separa dal prossimo tentativo di rendere meno stringenti i divieti. Forse, proprio per questo, non arriverà tanto facilmente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...