La Corte dei Conti e le sfide nel futuro della Valle: tra legalità e “Recovery plan”

Dopo un 2020 in cui la “legislazione emergenziale ha disposto una sospensione non breve”, che “ha rallentato, senza fermarla”, l’attività della Corte dei conti in Valle d’Aosta, l’anno nuovo sarà caratterizzato da alcune novità. Ad annunciarle è stato il procuratore regionale Massimiliano Atelli, affiancato dal presidente della Sezione di controllo Piergiorgio Della Ventura (entrambi nella foto), in un incontro con i media che, nella mattinata di ieri, venerdì 12 marzo, ha sostituito la cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario contabile, impossibile per le restrizioni Covid.

La prima è di carattere organizzativo: entro la fine dell’anno, la Procura di piazza Roncas potrà contare su due magistrati a tempo pieno (attualmente, il viceprocuratore è a servizio parziale). Una decisione del Consiglio di Presidenza della Corte (di cui Atelli è componente), dettata dalla “consapevolezza che questo territorio necessiti di tutta l’attenzione”, visto che “ci avviciniamo al ‘Recovery plan’, per il quale, in un tempo ristretto come sei anni, si dovrà passare dalla ideazione alla realizzazione” di progetti.

Nuovo indirizzo inquirente

Le risorse che verranno messe a disposizione – ha proseguito il presidente Della Ventura – “non sono poche, ma se non venissero usate bene sarebbe drammatico”. Si tratta di “soldi che possono dare un contributo durevole di sviluppo solo se usati” adeguatamente e “la Corte dei conti è chiamata a verificare che l’utilizzo anzitutto avvenga, ma anche che avvenga con attenzione”. In quest’ottica, cambierà pure – ha spiegato Atelli – l’indirizzo inquirente.

Se “nel corso di un anno difficile come il precedente ci siamo preoccupati di mandare segnali di attenzione a più ambiti”, per quello appena iniziato gli sforzi si concentreranno “su vicende che sono di taglia medio-grande”. Com’è comprensibile, per quanto stuzzicato dai cronisti, nel dettaglio il magistrato non è entrato (“i casi sono talmente noti, che rispondendo darei riferimenti specifici”), ma ha tenuto – ragionando in termini complessivi – ad affrontare “un capitolo che rimane molto importante, sia per il valore simbolico, sia per quello pratico”.

Le opere incompiute, spina nel fianco del Paese

Parliamo delle opere incompiute, che dalle stime più recenti in Italia cubano per 6/7 miliardi di euro. “Credo serva risposta ai massimi livelli”, ha continuato il Procuratore, osservando poi che “una parte non andava nemmeno iniziata, una parte è inutilizzabile per il tempo passato e una parte è recuperabile”. Quest’ultima, “che potrebbe essere finita”, è essenziale che venga isolata dalle altre, per quanto “un meccanismo su questo non c’è”, ma “le opere incompiute esistono anche in Valle d’Aosta”.

Bisogna “introdurre un aspetto di efficienza della spesa, affinché si stimi con adeguatezza quanto tempo occorre per finirle e poi capire che risultati possono dare a quel prezzo”. Sul punto, anche il Presidente della Sezione di controllo è stato netto, parlando di “soldi dilapidati nel corso di decenni, per opere che, sin da pochi giorni dopo il loro inizio, si sapeva non si sarebbero concluse. Non ce lo possiamo più permettere come Paese”.

Il controllo a beneficio del sistema

Più in generale, ha continuato Della Ventura, l’azione di controllo “non significa fare le pulci a ogni singolo atto”, ma “vedere la proficuità, l’efficienza della spesa, controllare se il sistema tiene, se le scelte siano complessivamente adeguate”. Un intervento che può anche rivelarsi migliorativo per il comparto pubblico nel suo insieme. Un esempio? La relazione sui fondi comunitari: “abbiamo dato atto che la Regione, che nel 2018 aveva perso alcune di quelle risorse, l’anno dopo le ha utilizzate meglio”. Un bene, perché siamo dinanzi a fondi che “sono un possibile volano per tante attività”.

Saper scegliere i progetti (più) utili

Per il 2021, in sostanza, la sfida cui i decisori pubblici sono chiamati non è solo quella (abituale) della legalità delle condotte. Bisognerà anche usare, ha specificato Atelli, “al massimo possibile queste risorse che arrivano nel nome del momento estremamente critico che sta vivendo il pianeta”, aspetto che “ripropone la sfida ad amministrare bene”. “Amministrare significa scegliere. – ha affermato il Procuratore – Significa mettere qualcosa prima e qualcosa dopo. Qui sta la difficoltà. Se non fosse così, sarebbe semplice. Ci responsabilizza tutti”. Insomma, “bisogna scegliere i progetti utili e, tra quelli, i più utili”. Detto ancor più chiaro, “questo è un momento in cui servono buone idee e persone capaci”.

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