Processo Geenna, Sorbara può lavorare: “semaforo verde” dal Tribunale

L’ex consigliere regionale Marco Sorbara, cui lo scorso 16 settembre sono stati inflitti 10 anni di reclusione nel processo “Geenna” per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, potrà uscire di casa per recarsi al lavoro. Lo ha autorizzato il Tribunale di Aosta, accogliendo l’istanza presentata dai suoi difensori.

“Autorizzazione recepita – sottolinea l’avvocato Sandro Sorbara, che è anche fratello del 53enne aostano – con positività e speranza in quanto indispensabile per poter iniziare un percorso finalizzato a colmare le ritenute ingiuste e gravi ripercussioni sia sotto il profilo psicologico-sanitario, che economico”.

Il provvedimento adottato dai giudici Eugenio GramolaMarco Tornatore e Maurizio D’Abrusco consente all’imputato di recarsi, per tre giorni a settimana, a svolgere le mansioni di addetto al magazzino in una ditta aostana. La Dda di Torino, che ha rappresentato l’accusa nel procedimento sulle infiltrazioni di ‘ndrangheta in Valle (chiusosi in primo grado e per il quale è già annunciato appello), aveva formulato parere negativo alla richiesta.

Sorbara, nonostante la possibilità di svolgere attività lavorativa, rimane sottoposto agli arresti domiciliari (ottenuti nell’agosto 2019, dopo essere rimasto in cella dal “blitz” dei Carabinieri del 23 gennaio 2019). L’ultimo tentativo dei suoi legali di ottenere la revoca della misura cautelare era stato respinto dal Riesame di Torino poche settimane fa, dopo un primo “no” dei giudici di Aosta in ottobre.

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