Calendario Storico 2021, l’Arma dei Carabinieri racconta l’Italia nell’omaggio a Dante

Dal 1928, con la sola interruzione del periodo post-bellico (tra il 1945 e il 1949), è puntuale all’appuntamento con gli italiani. Parliamo del Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri, che con quella 2021 taglia il traguardo dell’81esima edizione, presentata ieri, sabato 14 novembre, in videoconferenza da Roma dal comandante generale Giovanni Nistri e dai principali realizzatori dell’opera. L’appuntamento è stato seguito, in Valle, al comando del Gruppo Aosta, affidato al colonnello Carlo Lecca.

Com’è tradizione, il prodotto editoriale si lega ad una ricorrenza significativa per il Paese e quest’anno la scelta è caduta su uno dei massimi simboli italiani, Dante Alighieri, omaggiato nei 700 anni dalla sua scomparsa. Attraverso i dodici mesi, in un connubio tra testo e acquerelli, si sviluppa quindi un racconto in cui i versi del Sommo Poeta si intrecciano, costituendo fonte di ispirazione, coraggio e generosità, alla vita nell’Arma di un maresciallo, Donato Alighieri.

Questi, emblema del buon Carabiniere e toscano come l’autore della “Divina Commedia”, colto al punto di conoscere a memoria l’intera opera, racconta vicende verosimilmente accadute nel suo percorso di carriera e nelle diverse esperienze operative maturate. I testi sono frutto della penna di Valerio Massimo Manfredi, cantore e cultore della storia antica e le tavole illustrative della mano dell’esponente della transavanguardia italiana Francesco Clemente.

Quello del sottuffficiale Alighieri non è solo un viaggio interiore, tra le tappe di un percorso professionale che è anzitutto una forte scelta individuale, ma anche attraverso le vicende che hanno costellato la storia d’Italia. Così, “la neve di Gennaio dell’altopiano” riporta alla mente del militare il nonno, testimone dei fatti del 1918: la guerra che fece 600mila caduti e l’influenza spagnola, che sterminò 50 milioni di persone in tutto il mondo.

Il “freddo in quel Febbraio terso e ventoso” è invece l’immagine rimastagli in mente del mattino in cui prestò giuramento nel piazzale della scuola allievi Carabinieri a Torino, venendo poi destinato al primo incarico: piantone al Reparto Servizi Sicurezza a Roma, dove toccò con mano – vedendo i colleghi impegnati nela protezione delle personalità istituzionali – l’importanza della missione affidata all’Arma.

Agli “anni di piombo”, pagina tra le più tetre della storia nazionale, è dedicato il mese in cui “come alle Idi di Marzo vollero colpire il cuore dello Stato”. Donato ricorda il Maresciallo Leonardi, suo maestro e capo della scorta di Aldo Moro, caduto sotto i colpi delle “Brigate Rosse” nella tragica e sanguinosa parentesi di fine anni ’70, assieme ad altri colleghi della Pubblica sicurezza e dell’Arma.

Di tutto mi pensavo quel giorno di Aprile dell’86…”, continua il racconto del maresciallo protagonista del calendario, fuorché “un impegno di indagine nel campo dell’adulterazione del vino”. Lo scandalo del Metanolo non è però l’unico scampolo impresso a fuoco nella mente del sottufficiale, che trascorre quel mese di controlli in Piemonte “tra le vigne e le storie di veleni” sotto “il cielo strano della tragedia lontana di Chernobyl”.

Maggio con la sua primavera inoltrata faceva da cornice pregiata alle immense bellezze di cui l’Italia è scrigno, quando Donato Alighieri presta orgogliosamente servizio al Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, rimembrando i giorni di lavoro dedicati a “quegli infiniti patrimoni creati nei ventotto secoli della sua storia”.

Il cinque Giugno è il giorno dell’anniversario della Fondazione dell’Arma: per il maresciallo “fil rouge” del calendario storico parliamo di un giorno speciale: a piazza di Siena, ove si celebra la Festa in cui il Comandante generale consegna le benemerenze per il personale distintosi nell’assolvimento dei suoi compiti. Un momento “dei ricordi e delle avventure con i nostri compagni di viaggio”.

La bassa padana, che è un luogo accogliente, a Luglio diventa un inferno con temperature torride e umide per via del Po. Nonostante ciò, Alighieri resta vicino alla popolazione del paese su cui ha competenza il comando cui è assegnato. Così facendo, tocca con mano uno dei problemi che catalizzano le attenzioni dei Carabinieri: una truffa ai danni di anziani, da parte di falsi tecnici Enel.

Donato non cela una punta d’orgoglio quando ricorda che “c’ero anch’io sotto il sole di Agosto, quando dalla Vlora che aveva fatto un trasporto di zucchero da Cuba sbarcarono nel porto di Bari ventimila albanesi”. L’inizio di una riflessione sui movimenti migratori, che ebbe in quell’esodo dal Paese delle Aquile, alimentato da un’idea fatua dell’Italia, amplificata dalle tv nostrane ricevibili in Albania, una delle prime prove di accoglienza e solidarietà.

L’inquietudine è invece il sentimento che il maresciallo vive in Settembre, perché “non mi piaceva quella domanda: chi l’ha vista?”. Un interrogativo prodromo al rinvenimento, nei giorni successivi, di una ragazza senza vita. Uno dei numerosi delitti risolti, a seguito della scomparsa di una persona, dai militari del Reparto Investigazioni Scientifiche.

Arrivano gli ultimi anni di servizio e il maresciallo Alighieri viene mandato in Val Seriana (nel bergamasco), che “a Ottobre è un luogo stupendo”. Su quella cornice, tuttavia, si abbatte repentinamente un’ondata di maltempo, fenomeno con cui negli ultimi anni l’Italia (e la Valle d’Aosta ancora poche settimane fa) si è trovata a fare i conti. La situazione è vissuta dal sottufficiale attraverso la realtà professionale dei Carabinieri forestali.

Una calamità torna alla mente del Maresciallo pensando a quando, una notte in Irpinia, camminava “sule rovine quel Novembre dell’80”. Nella difficile quanto spietata esperienza del terremoto, Aligheri era giovanissimo al Battaglione e narra la solidarietà e la ricostruzione, passata anche per l’opera volontaria di alcuni archeologi, di tanti edifici di pregio, come chiese e simili.

Infine, quando “faceva un freddo tremendo a Dicembre nella valle coperta di neve”, una vicenda dal lieto fine fa da contorno agli ultimi giorni prima del congedo del sottufficiale omonimo del Sommo Poeta: due innamorati scomparsi, che fanno temere il peggio, vengono ritrovati sani e salvi in una tenda nella natura. Il trionfo del sentimento, nel periodo in cui ce n’è più bisogno nell’anno, ma anche la stessa emozione che Alighieri prova per la sua vita con le stellette.

Come di consueto, oltre al Calendario storico sono stati realizzati altri prodotti editoriali. Si tratta dell’agenda 2021, incentrata sul tema “Pinocchio e i Carabinieri” (in questo caso, l’omaggio è ai 140 anni dalla prima apparizione pubblica dell’opera di Collodi), del Calendarietto da tavolo (dedicato al gioco e all’uomo, come importante attività svolta da bambini e adulti) e del Planning da scrivania (sul 150° anniversario di Roma Capitale e le altre capitali d’Italiia). Sguardi, da varie angolazioni, ad una storia significativa e spesso dimenticata dagli italiani stessi, di cui l’Arma è parte integrante.

(Le pagine del calendario e le immagini del Comando del Gruppo Aosta sono state fornite dall’Arma, mentre quelle della presentazione a Roma provengono dal profilo Facebook istituzionale dei Carabinieri).

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