Pista del Breuil, il Tribunale dispone il dissequestro: le origini della vicenda

Accogliendo i ricorsi presentati da tre degli otto indagati, il Tribunale di Aosta ha deciso il dissequestro della pista numero 16 del comprensorio sciistico di Breuil-Cervinia (Valtournenche), cui erano stati posti i sigilli il 15 ottobre, a seguito dell’ipotesi di abuso edilizio formulata dalla Procura. L’udienza di riesame si è tenuta mercoledì scorso, 4 novembre, e l’area è tornata nella disponibilità dei ricorrenti l’altro ieri, venerdì 6.

A finire sotto sequestro probatorio era stato il tratto della pista interessato da lavori di spostamento del tragitto. L’intervento era stato richiesto alla “Cervino SpA”, società che gestisce gli impianti (che non risulta coinvolta nell’inchiesta) da alcuni privati, intenzionati a realizzare un complesso immobiliare su aree di loro proprietà, sulle quali passava però la pista. Per questo, al fine di “liberarle” attraverso la modifica, avevano messo in campo la volontà di farsi carico delle spese dell’opera.

A promuovere le istanze di riesame della misura cautelare sono stati due dei committenti, Carlo Marcoz (76 anni, di Aosta) e Rino Pascarella (67, Valtournenche, dov’è anche assessore comunale), assistiti dall’avvocato Corinne Margueret e uno dei direttori dei lavori, Marco Fiou (54, Aosta), difeso dall’avvocato Piercarlo Carnelli. Il collegio che ha giudicato le rispettive istanze era composto dai magistrati Eugenio Gramola, Marco Tornatore e Maurizio D’Abrusco.

La tesi del pm Francesco Pizzato è che i lavori siano stati eseguiti senza titolo, in una zona oltretutto sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale. In particolare, risulta essere stata depositata una “Scia”, una comunicazione di inizio attività, mentre secondo l’accusa sarebbe stato necessario ottenere un permesso per costruire. L’avvenuto avvio del cantiere era stato accertato dagli inquirenti nell’agosto 2019 ed era ancora in corso al momento del sequestro. Per la Procura, il nuovo tracciato è sfavorevole alla “Cervino”, visto che la pista attraversa una zona di maggior pendenza e più pericoloso sul piano idrogeologico.

Assieme ai tre ricorrenti, la contestazione di abuso edilizio è mossa ad altre cinque persone. Si tratta delle ulteriori committenti dello spostamento Chiara Luisa Lea Cipriani (45) e Rina Meneghini (49, entrambe di Cervinia), del direttore dei lavori Mariapia Bettiol (32, Valtournenche), nonché degli esecutori materiali dell’opera Renato Paola (60, Perosa Canavese) e Shkeizen Terzia (36, Châtillon). Il sequestro disposto era di natura probatoria, finalizzato cioè a mantenere inalterati i luoghi per ricostruire la consistenza del reato.

Le evidenze della presunta difformità sono emerse nell’ambito di una causa civile intentata nel 2019 dai condomini di un residence in prossimità dell’area dei lavori, rappresentati dall’avvocato Danilo Pastore del foro di Ivrea, a seguito della comparsa di alcune crepe e fessurazioni (inizialmente nella strada di accesso e poi nell’immobile stesso). La controversia è stata definita dal giudice Luca Fadda lo scorso 17 settembre, ordinando ai committenti Marcoz e Pascarella una serie di opere di monitoraggio e messa in sicurezza del cantiere, oltre al ripristino delle zone condominiali danneggiate e alla rifusione di spese processuali per oltre 28mila euro e di consulenze tecniche per più di 35mila.

Per dirimerla (anche se su parte delle somme da versare pende reclamo civile dei due destinatari della decisione) era stata disposta dal giudice una consulenza tecnica, nella quale il professionista incaricato ha messo nero su bianco l’esistenza della semplice “Scia” e non del permesso. Parallelamente al fronte della giustizia civile, il legale del residence ha rivolto istanza, nel giugno 2020, all’amministrazione regionale, quale “concedente del demanio sciabile del Breuil” (e “sostanziale titolare” dei rapporti giuridici della “Cervino SpA”, tramite la finanziaria regionale Finaosta), sollecitandola a volersi attivare “nel contenimento del pregiudizio pubblico sinora causato” al residence.

La richiesta a piazza Deffeyes – avanzata segnalando, anche attraverso diverse integrazioni successive, presunte illegittimità ulteriori a quelle sui titoli edilizi (tra le quali l’assenza di una deliberazione dei lavori di spostamento da parte del Consiglio di amministrazione della “Cervino”) – è di “operosa desistenza attiva dall’attuare lo spostamento del tratto finale della pista”, ripristinando “il tracciato storico in essere da moltissimi anni”. La vicenda sarà oggetto, prossimamente, di una conferenza dei servizi indetta dalla Regione, cui il condominio è stato ammesso a partecipare. Intanto, l’ampiezza (anche documentale) del contenzioso ha innescato l’iniziativa della Procura, che sta valutando, assieme a quello urbanistico, altri aspetti emersi.

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