Discarica di Pompiod, Ulisse2007: “accusati usando una norma superata da 15 anni”

Rimasta sostanzialmente silente dall’inizio del procedimento penale che l’ha coinvolta, Ulisse2007 Srl – la società di gestione della discarica di Pompiod (Aymavilles) – ha fatto registrare oggi, lunedì 27 luglio, la sua reazione pubblica sul decreto penale di condanna emesso lo scorso giugno dal Gip del Tribunale di Aosta per abbandono illecito di rifiuti e discarica abusiva.

Dopo la richiesta di archiviazione del pm per l’ipotesi di inquinamento nei confronti del legale rappresentante Umberto Cucchetti e del direttore tecnico dell’impianto Maria Antonietta Dellisanti – spiega l’azienda in un comunicato stampa – gli stessi hanno presentato l’8 luglio scorso “opposizione contro l’ammenda” applicata dal giudice (38.500 euro ad ognuno dei due imputati e 64.500 euro alla società, quale responsabile dell’illecito amministrativo derivante dai reati contestati), in quanto “il decreto penale di condanna si basa su una normativa tecnica superata da 15 anni”.

Il riferimento della società è alla disciplina richiamata nel provvedimento, di cui il pm Eugenia Menichetti aveva presentato richiesta dopo le indagini svolte dal Corpo Forestale valdostano e dalla Guardia di finanza. “L’autorità giudiziaria ha ritenuto applicabile una normativa tecnica del 2005, che invece è stata sostituita dopo l’emissione dell’autorizzazione dell’impianto, – afferma Ulisse2007 – e tutti i conferimenti accettati in discarica dal gestore a partire dall’avvio dell’impianto, nel 2018, sono conformi alla nuova normativa, il Decreto ministeriale del 27 settembre 2010 in materia di ammissibilità dei rifiuti in discarica”.

“Pertanto – si legge ancora nella nota – non ha alcun fondamento l’ipotesi di una trasformazione da discarica per inerti a discarica per rifiuti speciali non pericolosi, tanto più considerando come il sito di Pompiod avesse stipulato una specifica convenzione per i conferitori privati provenienti dai Comuni di Aymavilles e Jovencan”.

L’azienda precisa, inoltre, che “è la stessa consulenza tecnica della Procura, depositata l’11 marzo 2020, ad aver accertato che non esiste alcun elemento di inquinamento ambientale nell’area, tenuto conto anche della conformità delle concentrazioni del percolato, tant’è che il magistrato ha richiesto l’archiviazione di tale originaria contestazione, che aveva condotto al sequestro del sito nel novembre 2019”.

L’effettuazione della caratterizzazione dei rifiuti e le campionature del suolo alla base della consulenza erano il motivo per cui, nel novembre 2019, la discarica era stata sottoposta a sequestro probatorio, poi trasformato in preventivo con il completamento dell’inchiesta (altro aspetto su cui la società ha fatto ricorso) e, quindi, in confisca della discarica con l’emissione del decreto da parte del giudice.

Quanto poi ai rilievi sulla gestione dei conferimenti, la società comunica che “su un totale di 696 partite per 19 conferitori, il consulente del Pubblico ministero ha contestato, per 6 di essi, una composizione dei rifiuti difforme rispetto alle soglie tecniche del 2005, quindi non più in vigore”. I conferimenti contestati provenivano da siti fuori Valle (inclusi Piemonte e Lombardia) ed erano risultati includere, per la Procura, oltre a terra e rocce da scavo, scorie di fusione con antimonio e fenolo, pietrisco per massicciate ferroviarie contenente amianto e rifiuti da desabbiamento nei quali sono stati rinvenuti idrocarburi pesanti.

Ulisse 2007 precisa al riguardo “di aver sempre operato in stretta conformità alle normative vigenti, come dimostra anche l’assenza di contestazioni rispetto alle procedure di omologa dei conferitori attuate e agli accertamenti preventivi svolti, come richiesto dalla Regione Valle d’Aosta e come comunicati anche ad Arpa e al Corpo Forestale sempre prima di ammettere i rifiuti in discarica”.

“Ci rammarica molto – conclude la società – che l’equivoco generato dal riferimento a norme tecniche non più applicabili o addirittura non direttamente attinenti all’attivita di gestione del sito (come per i parametri analitici prescritti unicamente per la graduazione delle tariffe di smaltimento e della relativa ecotassa), abbia fuorviato anche i cittadini e la stampa, creando un allarme del tutto ingiustificato nei confronti di un impianto che ha operato perfettamente in conformità alle regole di tutela del territorio e alle prescrizioni del proprio titolo autorizzativo”.

Ulisse2007 confida nella pronta soluzione della vicenda processuale. Il diritto alla difesa le è proprio, assicurato com’è dalla Costituzione ad ogni coinvolto in un procedimento giudiziario, ed è per questo che GiustiziAndO dà spazio alla posizione della società, come è avvenuto per le tesi della Procura (avallate, è giusto ricordarlo, dal Gip, giudice terzo che ha emesso il decreto penale di condanna). L’opposizione al provvedimento si traduce, di norma, nella convocazione di un’udienza in cui il caso verrà discusso (e sarà la sede in cui accusa e difesa potranno produrre i loro elementi). Restate sintonizzati per gli aggiornamenti.

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