Lotta alle infiltrazioni e attenzione all'”area grigia”: le sfide per la Guardia di finanza in Valle d’Aosta

Ventisei soggetti sottoposti ad accertamenti patrimoniali, in applicazione della normativa antimafia. È una delle voci che più saltano all’occhio nel bilancio 2019 dell’attività operativa in Valle d’Aosta della Guardia di finanza, diffuso oggi, martedì 23 giugno, in occasione del 246° anniversario della fondazione del Corpo.

Lotta ad ogni infiltrazione

La ricorrenza è stata celebrata in forma privata al Comando regionale, a causa delle restrizioni per l’emergenza Covid-19, ma il vertice delle “Fiamme gialle” valdostane, il generale Raffaele Ditroia, tiene a mettere nero su bianco la strategia di contrasto ad “ogni forma di infiltrazione” e agli “interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria”.

La logica è di “salvaguardare il ‘sistema Paese’ nella delicata fase post-emergenza”, attraverso attività investigative “orientate verso contesti” tali da risultare “connotati da concreti ed immediati profili di rischio, focalizzando l’attenzione sulla conclusione di negozi giuridici da parte di soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziaria”, oppure sul “reimpiego di proventi illeciti nei cosiddetti ‘beni rifugio’ (diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici), nonché connessi con la gestione dell’emergenza sanitaria”.

Attenzione all’”area grigia”

In quest’ottica, è stato rafforzato lo “sviluppo degli accertamenti patrimoniali” previsti dalle norme antimafia, “anche nei confronti di soggetti connotati da ‘pericolosità economico-finanziaria’”, così come è proseguito il “monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità, includendo la cosiddetta ‘area grigia’”, rappresentata da “soggetti che, pur non organici alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico”. Allo stesso modo, la “prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti” mira a “impedirne l’introduzione nel tessuto” sano del Paese, nonché “per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo”.

In tale alveo rientra l’indagine di polizia giudiziaria che ha visto la denuncia di una persona per autoriciclaggio, dal valore accertato attorno ai 14mila euro. Si segnalano, inoltre, 7 controlli volti ad assicurare il rispetto delle norme sulla circolazione trasfrontaliera di valuta, in ingresso o uscita dal territorio nazionale, con la scoperta di movimentazioni illecite per oltre 301.156 euro e l’accertamento di 8 violazioni. Nel campo dei reati fallimentari, i finanzieri hanno quindi sequestrato beni per circa 2milioni e mezzo di euro, su un totale di patrimoni risultati distratti di 2 milioni 600mila euro.

Scoperti 16 evasori totali

Relativamente al recupero del sommerso, l’anno scorso sono stati individuati sedici evasori totali, che risultano aver sottratto all’erario complessivamente 7 milioni 427mila euro. Nei 168 interventi ispettivi e nelle 171 indagini delegate dalla magistratura, la Guardia di finanza ha inoltre denunciato 12 persone per reati fiscali (principalmente l’utilizzo di fatture false, l’occultamento delle scritture contabili e l’omessa dichiarazione delle imposte). Il valore dei beni sequestrati per crimini in fatto di imposte dirette e Iva è di 1milione 699mila euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle varie autorità giudiziarie ammontano a 1 milione 375 mila euro.

Tutela della spesa pubblica

Dedicando dieci piani operativi al contrasto degli illeciti in materia di spesa pubblica, le “Fiamme gialle” hanno poi svolto 60 interventi a tutela dei principali flussi economici, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 145 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 10 deleghe svolte per la Corte dei conti. Alla caserma “Luboz”, segnalano su questo fronte anche la denuncia di una persona per ipotesi di reato attinenti alle prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del “Reddito di cittadinanza”.

Droga: sequestrati oltre 11 kg

Per il generale Ditroia, che ha assunto il comando dei finanzieri della Valle nel settembre 2016, sono gli ultimi due mesi in Valle, prima di passare ad altro incarico in Liguria. Tra le voci che lascia nel bilancio operativo 2019 brilla l’azione di contrasto dei traffici di droga, con oltre 11 chili di sostanze stupefacenti sequestrati, di cui oltre 10,5 di eroina, 3 etti di hashish e marijuana, 1,5 etti di cocaina, 1,5 etti di droghe sintetiche e l’arresto di 19 soggetti.

Le missioni del Sagf

Peculiare, per la Valle d’Aosta, è poi la presenza di due stazioni del Soccorso alpino delle “Fiamme gialle”, ad Entrèves (Courmayeur) e Cervinia (Valtournenche), che hanno svolto, anche con l’aiuto di unità cinofile e spesso supportate dal comparto aereo del Corpo, 76 interventi in ambiente montano ed impervio, permettendo di portare in salvo 119 persone, tra alpinisti, sciatori ed escursionisti in difficoltà.

L’attività nel “lockdown”

Infine, passando ai primi mesi dell’anno in corso, nell’emergenza epidemoiologica da Covid-19, la Guardia di finanza ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economici-finanziari che destano maggiore preoccupazione al momento: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione (anche online), pratiche commerciali scorrette per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, reati contro la pubblica amministrazione, frodi nelle forniture e, più in generale, violazioni al codice degli appalti.

Circa 67, da marzo, i controlli svolti per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia: 7 le persone denunciate per violazioni commesse nel “lockdown” e 31 segnalate amministrativamente. Nei primi mesi del 2020 si registrano poi quattro denunce per frode in commercio, vendita di prodotti con segni mendaci, truffa falso e ricettazione, oltre a 34 sanzioni amministrative ed al sequestro di 16.153 mascherine e dispositivi di protezione individuale. Nell’emergenza legata al Coronavirus, la Guardia di finanza ha impegnato quotidianamente circa 30 militari.

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