Da martedì 12 maggio inizia la “Fase 2” per la giustizia valdostana: ecco come sarà

La giustizia cerca rotte di ripartenza anche in Valle, per coniugare lo svolgimento dei compiti previsti al contenimento della diffusione del nuovo Coronavirus. Con un provvedimento congiunto diffuso oggi, venerdì 8 maggio, il presidente del Tribunale Eugenio Gramola e il procuratore capo Paolo Fortuna stabiliscono le misure organizzative che caratterizzeranno, nella nostra regione, il periodo da martedì 12 maggio al 31 luglio prossimi, “legislativamente prefigurato” come “arco temporale di graduale ripresa dell’attività degli uffici giudiziari”.

A palazzo solo con la mascherina

Anzitutto, in questa “Fase 2”, a palazzo di giustizia si potrà entrare solo indossando la mascherina e sarà rilevata la temperatura corporea, inibendo l’accesso a chi presentasse un rialzo superiore a 37.5 gradi. Oltre a ciò, l’accesso agli uffici di Tribunale e Procura sarà contingentato a seconda dei locali di destinazione, per evitare assembramenti.

Il personale amministrativo lavorerà, ove possibile, nel numero di una unità per stanza. In caso di ambienti condivisi, oltre alla mascherina, dovrà indossare anche i guanti monouso. In ogni caso, dovrà essere rispettato “il distanziamento sociale – un metro almeno interindividuale – da osservare scrupolosamente” ovunque all’interno del palazzo.

Indagini, massimo uso dei collegamenti video

Per quanto riguarda l’attività giudiziaria, nella fase delle indagini preliminari penali, atti che richiedessero la partecipazione della persona sottoposta a inchiesta, della persona offesa, del difensore, di consulenti, esperti o altre figure potranno tenersi, “con il consenso delle parti”, attraverso connessioni telematiche. In ogni caso, salva l’assoluta impossibilità, “la partecipazione a qualsiasi udienza, ivi incluse le udienze di convalida dell’arresto e del fermo, delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata mediante i collegamenti da remoto”.

I detenuti in videoconferenza

Sul versante, invece, dei processi dinanzi al Gip/Gup e al giudice del dibattimento, i procedimenti con imputati detenuti verranno “di regola celebrati in presenza di tutti i soggetti processuali”, ma chi è in carcere – “salvo che non sia assolutamente possibile” – vi parteciperà da remoto. In questi casi, eventuali periti e testimoni verranno sentiti “nell’aula di udienza, con modalità idonee a garantire l’effettivo rispetto delle disposizioni di contenimento epidemiologico”.

Le sole udienze in presenza

In presenza saranno tenute solo determinate tipologie di appuntamenti. Si tratta delle “udienze preliminari fissate davanti al Gup” (con esclusione, in qualsiasi caso, dell’audizione di figure come testimoni, periti, consulenti), degli incidenti probatori (salvo che ne possa derivare assembramento), delle udienze per l’applicazione della pena nel corso delle indagini, delle sessioni “filtro” del giudice monocratico (per calendarizzare le tappe successive dei singoli procedimenti), dei processi in cui vi sia istanza di anticipazione da parte del difensore, o di quelli in cui l’istruttoria dibattimentale sia esaurita. Al bando al momento, per le modalità che implicano colloqui dell’imputato con gli uffici, le udienze con la previsione di “richiesta di messa alla prova” (una modalità alternativa di estinzione del reato).

Stop al giudice di pace fino a luglio

In ogni caso, è esclusa la celebrazione di procedimenti a carico di “più di due coimputati, o con più di due parti civili, o comunque che comportino la comparizione complessiva di oltre otto persone, in aggiunta al giudice e ai suoi giudiziari”. Il provvedimento stabilisce poi disposizioni similari per i procedimenti civili, mentre per quanto concerne il giudice di pace “non potendo garantire l’effettivo rispetto delle misure di contenimento nei locali” di regione Borgnalle, “i procedimenti penali fissati” in quella sede “verranno rinviati a data successiva al 31 luglio 2020”.

Nel dubbio, rinvio oltre il 31 luglio

Sia per i procedimenti penali, sia per quelli civili, i giudici potranno tuttavia – qualora “non appaia possibile soddisfare pienamente le disposizioni vigenti in tema di contenimento dello stato epidemiologico in atto” – rinviare le udienze a data successiva al 31 luglio prossimo. Per contro, con il consenso delle parti, i magistrati potranno tenere l’udienza per procedimenti non previsti dall’atto di oggi, allorquando “risulti che non vi è pericolo per la salvaguardia della salute pubblica”.

Inoltre, le parti che “in ragione di esigenze personali e/o familiari collegate” all’epidemia in corso “non ritengano opportuno comparire in udienze che vengano trattate in presenza, potranno chiedere il rinvio delle stesse a data successiva al 31 luglio 2020”, senza necessità di esplicitare le ragioni. Infine, sarà comunque “cura del giudice modulare la fissazione dei procedimenti”, in modo “da evitare sovrapposizioni di udienze e consequenziale presenza negli uffici giudiziari di più persone rispetto allo stretto necessario”.

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