Coronavirus, la giustizia valdostana si riorganizza per assicurare i servizi e limitare il contagio

Come si riorganizza la giustizia valdostana, per coniugare il funzionamento dei servizi previsti all’applicazione dei principi di contenimento del contagio, in tempi di Coronavirus? Sono tre i provvedimenti adottati al riguardo oggi, martedì 10 marzo. Il più significativo è a firma congiunta del presidente del Tribunale, Eugenio Gramola, e del procuratore capo, Paolo Fortuna, e, “rilevata la conformazione strutturale del Presidio giudiziario aostano” di via Ollietti, stabilisce alcune misure organizzative destinate a restare in vigore sino al 23 marzo 2020 (salvo proroghe).

La più evidente sarà la limitazione nell’accesso agli uffici giudiziari. Per il Tribunale, non potranno accedere più di 8 persone alla volta alla Cancelleria civile (terzo piano) e alla Cancelleria penale (primo piano) e non sarà consentito l’ingresso a più di 4 persone alle Cancellerie dell’ufficio Gip/Gup. Qualora dovessero tenersi delle udienze (parliamo, ovviamente, di quelle che il decreto Bonafede non ha sottoposto a sospensione feriale) potranno accedervi “non più di cinque persone contemporaneamente, che siano difensori, o parti, o eventualmente testimoni”, salve “diverse disposizioni per eccezionali ragioni del Presidente del Tribunale”.

Per la Procura, non potranno accedere al Servizio del Casellario più di tre persone alla volta e negli uffici del secondo piano non più di 5 contemporaneamente. La regolazione del flusso, nei termini previsti, avverrà a cura del personale preposto alla vigilanza del Palazzo di via Ollietti. Il provvedimento precisa altresì che contingentamento dell’accesso “non implica un conseguente accesso indiscriminato delle persone al Presidio giudiziario”, giacché gli utenti “avranno cura di accedere al Tribunale e alla Procura esclusivamente per lo svolgimento di attività urgenti”.

Si tratta, precisa l’atto: della partecipazione ad udienze effettivamente tenute, del deposito di atti relativi ai procedimenti che il decreto Bonafede non sospende (e che non possano essere trasmessi per via telematica) e del deposito di istanze in materia di libertà personale (per il Tribunale); di atti e attività inerenti a procedimenti a carico di persone sottoposte a misure cautelari, di atti e attività inerenti a procedimenti della normativa nota come “Codice rosso” (per la Procura).

Da questo primo provvedimento di riorganizzazione funzionale interna, consegue quello riguardante gli uffici del Giudice di Pace (sempre ad Aosta, ma in regione Borgnalle, 10), secondo il quale, fino al 23 marzo, l’accesso alla sede “è consentito soltanto rispetto ad atti di specialissima urgenza e sempre che essi concernano procedimenti non sospesi” dal decreto firmato dal Guardasigilli lo scorso 8 marzo. In nessun caso, alla sede potranno accedere “più di quattro utenti per volta, che dovranno rimanere distanziati di almeno un metro ciascuno”.

Infine, con l’ultimo atto, si dispone che l’accesso all’Ufficio Notificazioni Esecuzioni e Protesti (al quale sono addetti gli ufficiali giudiziari, in via Vevey 17, ad Aosta) “è consentito soltanto rispetto ad atti in scadenza entro il 23 marzo e sempre che essi concernano procedimenti non sospesi” dal decreto 11 del 2020. In questo caso, “la porta di ingresso degli uffici rimarrà chiusa” e “su di essa verrà indicato un numero di telefono dell’ufficio, da chiamare per ottenere l’accesso”. Il personale lo consentirà “soltanto qualora sussistano i presupposti” e “nel limite di capienza adottato”.

Le notifiche a mani “verranno eseguite solo in caso di assoluta necessità”, sempre esclusivamente con riferimento a procedimenti non sospesi. Quanto a sfratti, pignoramenti e altri atti di esecuzione, anch’essi rimarranno sospesi, “salvo ricorrano ipotesi di eccezionale urgenza” da esporre. Qualora esse vengano ritenute sussistere dal Coordinatore dell’ufficio, verrà delegato per l’esecuzione un dipendente dell’ufficio, nel rispetto delle prescrizioni stabilite nel provvedimento congiunto da Presidente del Tribunale e Presidente.

Queste – richiamate anche per il resto del personale e degli utenti – consistono nel: lavarsi spesso le mani, evitare assolutamente il contatto ravvicinato con persone sofferenti di infezioni respiratorie acute, evitare abbracci e strette di mano, mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro e, in fatto di igiene respiratoria, starnutire e/o tossire in un fazzoletto possibilmente monouso, evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.

Questo insieme di disposizioni completa il quadro delle decisioni assunte ad oggi, martedì 10 marzo (cui si aggiungono quelle riguardanti il processo Geenna, di cui si è detto a parte). Ulteriori eventuali provvedimenti rimodulativi per gli assetti organizzativi di Tribunale e Procura verranno comunicati “nelle medesime forme” (quindi anche con la pubblicazione sul sito Internet dei due uffici).

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