Operazione Geenna, quelle perplessità del Gip su Perron e Lancerotto

Non se l’è sentita, il Gip del Tribunale di Torino Silvia Salvadori, di accogliere le richieste di archiviazione presentate dai pm dell’inchiesta Geenna sulla ‘ndrangheta in Valle, Valerio Longi e Stefano Castellani, per i politici valdostani Ego Perron e Valerio Lancerotto. Non se l’è sentita di condividere la valutazione della Direzione Distrettuale Antimafia secondo cui le condotte dei due, in alcuni episodi monitorati dai Carabinieri del Reparto Operativo, non sono arrivate a costituire reato.

Il perché della decisione di chiedere alla Procura distrettuale ulteriori indagini è scritto nell’ordinanza con cui ha fissato un termine di sei mesi per compierle e lo spiego nel pezzo uscito oggi su Aostasera. In sintesi, il giudice, esaminando gli atti, nel caso di Perron ha rilevato elementi di contiguità alla “locale” di ‘ndrangheta aggredita dal blitz del 23 gennaio 2019 e, per Lancerotto, circostanze che indurrebbero a ritenerlo destinatario dello stesso beneficio elettorale ‘ndranghetista costato le manette (e l’imminente processo) a Marco Sorbara, Nicola Prettico e Monica Carcea, già amministratori dei Comuni di Aosta (i primi due) e Saint-Pierre (la terza), che ora rischiano lo scioglimento per condizionamento del crimine organizzato nella loro attività.

Di fronte a tale notizia, è bene tenere presente un aspetto procedurale fondamentale: il Gip ha espresso le sue perplessità sulle richieste di archiviazione, ma saranno i pm – conclusi i nuovi accertamenti – a pronunciarsi per l’assenza di responsabilità penali dei due, o a ravvisarne, contestando reati (Perron venne iscritto inizialmente nel fascicolo per concorso esterno in associazione di stampo mafioso e Lancerotto per scambio elettorale politico-mafioso), cosa che potrebbe portarli a giudizio. Fino ad allora, tuttavia, qualsiasi conclusione è prematura e sarebbe sbagliato elevare le ossservazioni del giudice Salvadori al rango di “pre-sentenza”.

E’ opportuno, tuttavia, ricordare di chi stiamo parlando, perché alla fine Geenna è l’inchiesta degli ultimi anni che più di altre dice del contesto valdostano. Nel museo della politica di “chez nous”, Ego Perron occupa una sala. Nato come “animateur principal” della Jeunesse Valdôtaine, movimento giovanile dell’Union Valdôtaine, è diventato nel tempo – anche grazie alla vicinanza all’“imperatore” Augusto Rollandin, rapporto di cui il Gip afferma segnatamente la necessità di approfondimenti – campione di preferenze del Moveument, tanto da assicurarsi tre legislature in Consiglio Valle. Ne è stato Presidente e pluri-assessore (con una predisposizione per la delega alle Finanze), fino alle dimissioni nel 2017 per la condanna (confermata in Appello, pur con revisione di pena, l’estate scorsa) nel processo sul trasferimento, in locali di sua proprietà, della filiale della Bccv di Fénis.

Più recente è l’inizio della carriera di Valerio Lancerotto. Eletto nel Municipio di piazza Chanoux nel 2015 con 437 voti (meno dei 743 di Sorbara, ma più dei 361 di Prettico, tutti con lui nella lista dell’Uv), si conquista un posto nella Giunta di Fulvio Centoz. Ottiene una delle deleghe “di lusso”: lavori pubblici e viablità. La lascia nell’ottobre 2018, offrendo quali motivazioni alcune perplessità sulle dinamiche dell’amministrazione e puntando il dito contro l’aver “sentito venire meno il gioco di squadra in Giunta”. Resta però tra i banchi della “mansarda” più in vista (ed agognata) del capoluogo regionale, dove ancora oggi siede come consigliere.

Insomma, non esattamente due sconosciuti, visto il numero di valdostani che gli hanno manifetato fiducia elettorale, ai quali si profilano ora due scenari. O gli incontri, le telefonate, gli “amico mio” e gli altri frangenti documentati dai Carabinieri del Nucleo Investigativo meriteranno l’esercizio dell’azione penale (e quindi sarà un processo ad incaricarsi di stabilire la loro colpevolezza, o meno, dinanzi alla legge), o non rappresenteranno un reato (e sarà la seconda volta).

In quest’ultimo caso, finiranno ad arricchire un (purtroppo) consistente novero di episodi, registrati nell’indagine Geenna, che il Gip Salvadori non manca di fotografare nella sua ordinanza. Condotte – le definisce – che, “per quanto censurabili in termini di violazioni di regole sociali, non hanno assunto valenza penalmente rilevante”, essendosi trattato nel 2015 “per lo più di una campagna elettorale aggressiva, improntata a meri fini utilitaristici”. Insomma, bene, ma non benissimo.

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