Ragazzo suicida dopo intervento del 118, il pm chiede il processo per il medico

Omicidio colposo. È l’accusa per cui la Procura di Aosta ha chiesto di processare un medico del servizio d’emergenza 118, in relazione alla morte di un 24enne di Saint-Vincent che si uccise – nelle prime ore del 26 luglio 2018 – gettandosi da un viadotto del paese. Il sanitario era intervenuto, prima del tragico gesto, a casa del ragazzo.

Il pm Francesco Pizzato ha firmato, negli scorsi giorni, la richiesta di rinvio a giudizio, in cui si contesta all’imputato di non aver attuato il Trattamento Sanitario Obbligatorio del paziente, o comunque di averlo condotto in ospedale. Secondo le indagini, il ragazzo – con già all’attivo precedenti di propositi suicidi – si era allontanato da casa quel giorno, inviando messaggi a parenti ed amici in cui manifestava l’intenzione di “farla finita”. I familiari avevano quindi dato l’allarme ed erano scattate le ricerche.

Ad un certo punto, era rincasato spontaneamente. In forte stato di agitazione aveva spiegato di non essere riuscito nel suo intento e, a seguito della chiamata dei genitori spaventati, erano accorsi i Carabinieri e il soccorso sanitario d’urgenza. In prima battuta, secondo quanto appurato dagli inquirenti, viene valutato il tso, vale a dire il “ricovero coatto” del ragazzo.

A chiederlo a gran voce – nella ricostruzione della Procura – sono i militari e la famiglia. Il medico si consulta telefonicamente, al riguardo, con uno psichiatra in turno (anch’egli sottoposto ad indagini, ma con istanza di archiviazione depositata nel frattempo) e la conclusione è di non attivare la procedura. Nemmeno la richiesta di portare il giovane in ospedale trova, stando all’esito dell’inchiesta, accoglimento.

Il medico, a quanto emerso, tenta quindi (invano) di somministrare dei calmanti al ragazzo, che successivamente acconsente di assumerli per via orale, poi lo fa mettere a letto e lascia l’abitazione. I Carabinieri restano sul posto ancora per un momento e poi concludono l’intervento a loro volta.

Sono circa le due del mattino quando i genitori si svegliano e non trovano più il 24enne nel letto. Dopo alcune ricerche, la triste scoperta del gesto suicida. Secondo un operatore dell’equipaggio 118, il giovane fingeva di dormire dopo aver assunto il calmante. Dal Gup del Tribunale è ora attesa la fissazione dell’udienza preliminare.

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