Da Tribunale e Procura impegni condivisi per gestire al meglio le udienze penali

Otto punti per una “efficiente gestione delle udienze penali”, ottimizzando “gli impieghi di tempo ed energie da parte di giudicanti e requirenti”. Li contiene un protocollo d’intesa sottoscritto il primo giorno di ottobre – ed in vigore da ieri, martedì 8 – tra il presidente del Tribunale Eugenio Gramola e il procuratore capo Paolo Fortuna. Aosta è la prima realtà del distretto della Corte d’Appello di Torino a concludere un’intesa del genere.

L’obiettivo è un utilizzo più razionale dei tempi, in particolare in aula. Così, il primo impegno riguarda il fatto che l’ufficio del pm tenderà, “fatte salve eventuali esigenze istruttorie che suggeriscano di posticipare la produzione”, a “depositare alla prima udienza” di un procedimento “i documenti dei quali intende chiedere l’acquisizione”.

Sempre nell’ottica di evitare sovraccarichi del sistema giudiziario in Valle, fermo restando che le modalità di esercizio dell’azione penale sono “prerogativa esclusiva del pm”, le parti convengono “di procedere con decreto penale in tutti i casi in cui tale opzione è giuridicamente praticabile”. salvo che “sussistano esigenze fattuali concrete” (come, ad esempio, la “pregressa reiterazione di fatti della stessa indole” o la “pressoché certa insolvibilità dell’imputato”) che inducano la Procura a procedere “coi modi ordinari”.

Quanto ai giudizi con rito “direttissimo”, “al fine d’instaurare in forme e modi rapidi e congruenti il procedimento”, la Procura agirà affinché sia “tempestivamente comunicata al Tribunale la data e l’ora dell’arresto, oltre al titolo del reato e l’eventuale necessità in udienza di un interprete”. Se in quel giorno è prevista udienza per altri procedimenti, il rito “speciale verrà celebrato nella medesima giornata”. Altrimenti, “verrà fissato, in ogni caso, con la massima celerità”.

Visto il suo costituire “pacifica e consolidata acquisizione dei criteri di ottimizzazione gestionale degli uffici giudiziari del settore penale”, la concentrazione delle udienze dibattimentali ove è prevista la presenza del pm togato è poi alla base della previsione di “slot” orari specifici di convocazione dei procedimenti in cui le funzioni di pm non siano delegabili ai Viceprocuratore Onorario.

La logica è di permettere al giudicante “la trattazione degli affari più semplici nella prima parte della mattinata”, riservando “al prosieguo i procedimenti più complessi, per i quali, peraltro, spesso intervengono difensori provenienti da fuori del circondario di Aosta” (“in tal modo agevolati nell’espletamento della loro funzione defensoriale”) e per i quali “l’istruttoria dibattimentale si può protrarre anche relativamente a lungo”.

Infine, “al fine di evitare sovrapposizioni di udienze e i conseguenti ritardi che” da ciò derivano, il Tribunale “fisserà le udienze preliminari e le udienze Gip per la celebrazione di riti alternativi” che necessitino il pm secondo un calendario mensile predeterminato, definito sulla base del “numero di richieste di rinvio a giudizio depositate da ciascun pm (conseguente, chiaramente, alla tipologia di procedimenti da questi trattati)”. In particolare, oltre ad un’udienza filtro mensile (comune a tutti i pm), due dei quattro Sostituti in organico avranno udienza Gip/Gup due volte al mese e gli altri una.

Completano il quadro, i punti sull’elezione di domicilio in fase di indagine e presso il difensore d’ufficio (con la previsione di “adoperarsi per la migliore sensibilizzazione” affinché il soggetto sottoposto ad indagini la effettui tale da “avere, conformemente a legge, piena efficacia processuale”), nonché quello sulla conoscenza dell’italiano dell’indagato/imputato. Se Procura e Tribunale di Aosta avevano mostrato una performance di segno ampiamente positivo (con un solo “warning” relativo all’ufficio Gip/Gup), quest’intesa si prefigge di migliorarla ulteriormente.

Certo, si tratta di interventi di portata tecnica, che potranno essere colti, nel loro impatto reale, soprattutto dagli addetti ai lavori (soprattutto, i legali). Essendo tuttavia la giustizia quel tema che in Italia, in astratto, sta a cuore a tanti, salvo poi dimenticarsene, o peggio denigrarlo, quando coinvolge in veste di indagati, o di testimoni chiamati a dedicare una mattinata a deporre, sarebbe sbagliato tacere quei processi di riorganizzazione, specie se intrapresi prima che altrove, mirati a modernizzare l’amministrazione giudiziaria, allineandola al passo dell’epoca che stiamo vivendo.

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