La Gdf… e i ragazzi dello zoo del tunnel del Bianco

Li avete mai visti 10 kg di eroina tutti assieme? Eccoli, nella foto qui sopra, oppure nel video che trovate in fondo. Il sequestro è stato effettuato, nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 settembre, dai finanzieri del Gruppo Aosta al Traforo del Monte Bianco. Erano nei trolley di un 34enne ucraino e di un 19enne lettone, ora in carcere, che arrivavano in Italia a bordo di un bus di linea, partito da Parigi.

Ingegnoso il nascondiglio nei bagagli, che non è sfuggito al fiuto dei due cani Elix e Blade: potete leggere i dettagli nel pezzo per Aostasera andato online stamane. Negli scorsi anni, il tunnel che unisce Francia e Italia era stato al centro di altri rinvenimenti di quantità ingenti di droga: nel novembre 2016, un 34enne kosovaro era stato “pinzato” con 8,6 kg di coca e nell’ottobre 2015, dal tir di un camionista turco erano “spuntati” 6 kg di “neve”.

Oltre ad essere il “colpo” più consistente delle forze dell’ordine valdostane al traffico internazionale di stupefacenti, in era recente, cosa ci dice l’operazione di ieri notte? Soprattutto una cosa: tanti la consideravano un fenomeno finito assieme agli anni ’80, ma l’eroina sta tornando, già da qualche tempo. Sono cambiate, però, le abitudini di chi la consuma, rendendo tale recrudescenza meno evidente e, quindi, difficile da percepire.

Scordatevi l’immagine trasandata e molesta del tossicodipendente dedito “alle pere” in vena, conosciuta in passato. L’eroina oggi si fuma, come il crack, ed è sul mercato a un prezzo inferiore della “bamba”, fatto che le ha riaperto ampi segmenti di mercato, anche tra i più giovani. Gli “addetti ai lavori” riconducono, peraltro, il “ritorno” dei pusher (ma sarebbe meglio dire dei cartelli che sovrintendono alla distribuzione) a questo stupefacente, vista la maggiore facilità di un tempo di procurarsi legalmente degli oppiacei.

Il viaggio dei due arrestati al Bianco era iniziato a Parigi. Quella droga, per la maggior parte già divisa in ovuli da 11 grammi l’uno (le “Fiamme gialle” comandate dal tenente colonnello Francesco Caracciolo ne hanno contati 921), era quindi pronta alla vendita. Restava una “palla” da quattro etti, destinata verosimilmente al confezionamento di altre dosi. A spanne, si può ipotizzare un ricavo dalle parti dei 315mila euro, immaginando un prezzo “medio” di 30 euro al grammo, vista la quotazione dai 20 ai 60, a seconda della “piazza”.

Da dove era emersa nella “ville lumière” (dopo esservi giunta dal medio-oriente) e dove era diretta quell’eroina sono due degli interrogativi che le indagini coordinate dal pm Eugenia Menichetti tenteranno di approfondire, anche se è facile immaginare tutt’altro che loquaci i due “corrieri” finiti in manette in Valle ed ora in cella a Brissogne.

Le organizzazioni che li reclutano sono protettive, anche intervenendo economicamente a favore di familiari, o nei confronti dei diretti interessati, una volta liberi. Di più, sulla loro attitudine, si capirà dall’udienza di convalida, prevista a breve davanti al Gip del Tribunale. Intanto, sul mercato non arriveranno 10 kg di “roba” e ai trafficanti darà qualche grattacapo…

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