Silenzio sotto il Cervino

Non è l’obiettivo delle misure cautelari, ma non si può escludere che lo scattare degli arresti preventivi (in carcere e ai domiciliari) lasciasse presupporre agli inquirenti interrogatori fatti di dichiarazioni degli indagati in grado di modificare ulteriormente la portata dell’inchiesta.

Però, nel caso di “Do Ut Des”, l’indagine della Procura di Aosta sulla corruzione in Valtournenche, non è successo: sia l’ex capo ufficio tecnico Fabio Chiavazza, sia due dei tre imprenditori ritenuti maggiormente favoriti da lui, sono rimasti in silenzio ad ogni “visita” del pm, per quasi sei mesi. L’indagine si è quindi chiusa con il materiale probatorio raccolto dai Carabinieri.

Cosa resta? E’ tutto nel pezzo che trovate qui. Sulla qualità delle evidenze prodotte, sarà il prosieguo del procedimento a pronunciarsi. Sulla quantità, con ventinove pagine di contestazioni, la sensazione difficile da allontanare è di trovarsi di fronte a una “Disneyland” degli appalti in piena regola…

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