Giustizia e politica regionale, uscire dalla tifoseria

La politica, specie quella regionale, non ha mancato, negli ultimi anni, di mettere del suo nel creare insofferenza e allontanamento nella popolazione. È indubbio, ma non può (e non deve) giustificare il vivere alcuni ambiti della nostra società, giustizia compresa, da tifosi in trasferta perenne.

Una sentenza non è giusta, o sbagliata, a seconda di chi/quando assolve, o condanna (semmai lo è tecnicamente, ma sono argomenti che passano tanto sopra l’uomo qualunque). Dinanzi a uno scagionamento, le ragioni degli assolti meritano spazio, quanto ne hanno meritato le tesi d’accusa. Cerco di ripetermelo ogni giorno, quando lancio Word, prima di scrivere pezzi come quello di oggi. Peraltro, se salto qualche giornata, a ricordarmelo ci pensano fortunatamente i colleghi di Aostasera.it.

Nel caso del processo Casinò, finito oggi, gli elementi che complicano la valutazione della gente non mancano (a partire dalla quasi parallela causa alla Corte dei Conti, chiusasi con 18 condanne per parte degli stesso finanziamenti al centro della vicenda penale), ma non basta per autorizzare a dimenticarsi le regole del gioco, fatte della presunzione d’innocenza fino alla Cassazione e della possibilità di ricorrere per due gradi, per la parte soccombente, o insoddisfatta dal verdetto (Procura inclusa).

Uscire da quest’alveo, sentendosi legittimati a farlo dalla circostanza che a giudizio c’erano dei politici (e lo dico indipendentemente dal loro colore), significa non solo disconoscere le regole (a quel punto, perché altri dovrebbero rispettarle?), ma nemmeno meritare davvero la classe dirigente migliore auspicata da tanti di coloro che berciano sui social.

Peraltro, se un politico viene assolto, significa che non ha responsabilità penali, ma un cittadino maturo, visto che gli ha affidato la sua fiducia (e scusate se è poco), può comunque mettere in discussione la qualità delle scelte compiute in suo nome (e, personalmente, un problema di equità sociale sul sostegno al Casinò lo vedo eccome). Peraltro, quest’azione può indurre molti più cambiamenti di quanti non sia in grado di produrne, a livello sociale, un’inchiesta. Cominciamo, però, a mostrare di esserne consapevoli, a fare la nostra parte, non solo a pretenderla. Sennò si resta in curva. All’infinito.

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